Prima il flusso, poi il modello
Nella guida Building effective agents, Anthropic distingue i workflow con passaggi prestabiliti dagli agenti che decidono dinamicamente come procedere. Suggerisce di aumentare la complessità solo quando necessaria. Il principio è utile per ragionare sul progetto, anche se strumenti e prodotti evolvono nel tempo. Fonte: Anthropic, guida del 19 dicembre 2024.
Un esempio proposto da TM Studio
Supponiamo di voler organizzare le richieste ricevute dal sito. Il flusso iniziale potrebbe verificare i campi, creare una scheda nel CRM, assegnare il referente e predisporre un promemoria. Queste operazioni hanno regole precise: non è necessario affidare ogni passaggio a un modello linguistico.
L’AI potrebbe intervenire in un punto circoscritto, per esempio preparando un riassunto del messaggio libero. Il testo originale resterebbe disponibile e il referente controllerebbe la sintesi prima di usarla per una risposta. Questo è un esempio progettuale, non una funzionalità già attiva sul sito.
Preparare anche il caso che non funziona
- Se il CRM non risponde, la richiesta deve restare recuperabile.
- Se arriva due volte lo stesso invio, serve una regola per evitare duplicati.
- Se il testo è ambiguo, la scheda deve passare a una persona.
- Se il processo si ferma, qualcuno deve accorgersene.
Misurare il risultato
Per una prova iniziale proponiamo di annotare tempo impiegato, errori corretti e richieste senza seguito. Confrontiamo poi lo stesso processo prima e dopo l’intervento. Non promettiamo un risparmio percentuale senza una misura di partenza: il valore sta nel lavoro effettivamente semplificato.